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6 Dicembre 2003 - Il quotidiano comico delle buone notizie
C@C@O Elefante (edizione del sabato)


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Dedichiamo questo numero di Cacao a una e-mail arrivata in redazione da Loredana e Pippo.
Udite, udite...

Gentile redazione,
Vorrei raccontare l'avventura del mio ragazzo con l'Agenzia "Sviluppo Italia".
Spero che la nostra sia una risorsa per gli altri ragazzi che hanno intenzione di cominciare un simile percorso.
Abitiamo in Sicilia, dove il lavoro e' spesso come una vincita alla lotteria. Dopo diverse serate passate a meditare e a ragionarci su, risolvemmo di diventare anche noi imprenditori ed aprire un piccolo esercizio commerciale. Conoscendo gia' da tempo le principali leggi di finanziamento per le nuove imprese, decidemmo di usufruire di quella denominata "Lavoro autonomo (Prestito d'onore)". La domanda, a nome del mio ragazzo, viene protocollata presso la sede locale di Sviluppo Italia il 03/06/2002, avendola inoltrata presso il loro sportello circa 10 gg prima.

Ahime' i finanziamenti erogati dall'Agenzia, quindi Prestito d'onore, Franchising e Microimpresa, vengono bloccati per una revisione dei fondi disponibili che, ci si rende conto, non ci sono piu'. Al call center dicono che bisogna aspettare la nuova Finanziaria e vedere quanto stanziano. La Finanziaria arriva a fine anno, vengono previsti i fondi e si opera una mini rivoluzione sulle modalita' di erogazione del prestito. Se prima il prestito partiva previa accettazione della domanda e la frequenza di un corso dove il futuro imprenditore veniva aiutato a sviluppare un piano d'impresa per la sua idea, adesso il piano d'impresa viene compilato prima e la sua spedizione, sia via e.mail che via posta, costituisce il materiale su cui la commissione deliberera' se concedere o meno il finanziamento.

I mesi scorrono lenti. Risparmio la via crucis di telefonate, fatte ogni mese, per sapere se finalmente il finanziamento era operativo; risparmio di dilungarmi sull'incompetenza del numero verde a cui mi era stato detto di rivolgerci. Non certamente quella della signorina, ma sicuramente l'incompetenza e la superficialita' di chi doveva fornirle le informazioni utili per rispondere ai vari utenti: spesso riuscivo a conoscere notizie, che loro ignoravano totalmente, perche' le trovavo sul giornale o su Internet. Finalmente, circa luglio di quest'anno (sono gia' passati 13 mesi dalla data di protocollo della domanda, e sette mesi dalla Finanziaria) la signorina del call center ci comunica che pressappoco a Novembre sarebbe arrivata una comunicazione da parte di Sviluppo Italia. Arriva una raccomandata datata 08/09/03, che le nostre solerti Poste cittadine ci recapitano tre giorni dopo.

In questa si informava che il CIPE, con Delibera del 09/05/2003, pubblicata sulla G:U: del 08/07/2003 aveva stanziato la risorse per il finanziamento. "Per dar seguito alla valutazione della domanda da Lei presentata, Le chiediamo di compilare la Scheda di presentazione dell'idea imprenditoriale, disponibile sul nostro sito internet all'indirizzo http://www.formatonline.sviluppoitalia.it/ ..." (cito testualmente dalla lettera). Se questa non viene inoltrata entro 35 gg , a partire dalla data di spedizione della raccomandata, perdiamo ogni diritto al finanziamento. Sono anche previsti dei seminari dove " oltre ad essere illustrati criteri e modalita' di compilazione della Scheda, verra' proposta una esercitazione pratica e fornito specifico materiale di supporto, che dovrebbe permettere di compilare autonomamente la Scheda di presentazione dell'idea imprenditoriale" (dalla lettera). Prenoto subito il seminario: mi daranno la data del 30/09/2003.
Il seminario, a cui partecipa il mio ragazzo, si rivela una perdita di tempo. Chi dovrebbe istruire i ragazzi, si rivela parecchio superficiale nel rispondere alle domande. Pero' saltano fuori alcune precisazioni: non farsi compilare le domande da consulenti perche' questi si fanno pagare (e' giusto da parte loro sottolinearlo); e' necessario che ognuno sia disposto a rischiare sin da adesso qualcosa, in quanto nella domanda e' obbligatorio indicare la sede dell'attivita'. Questo vuol dire che si chiede di affittare un locale ancor prima di sapere se la richiesta di finanziamento e' stata accettata o meno. Con alle spalle l'esperienza di una nostra amica (che tre anni prima aveva fatto domanda per il Prestito d'onore e il finanziamento era erogato con diversa modalita'), a cui Sviluppo Italia aveva fatto fretta per cercare il locale, noi avevamo, fortunosamente, gia' provveduto. Ma gli altri? Per loro altro giro, altra corsa e conseguente perdita di tempo.

Di comune accordo io e il mio ragazzo decidiamo di fare da noi. Stampo il modulo, che e' composto di ben 24 pagine. Insieme alla compagnia dei preventivi raccolti, ne cominciamo la compilazione, non sempre facile. Tutta la parte iniziale, compresa anche: un'analisi del target, un piano di produzione/erogazione, il piano degli investimenti, il piano organizzativo, non crea eccessivi problemi. La sezione riguardante il conto economico-finanziario si rivela parecchio ostica. Abbiamo passato diverse sere a cercare di capire cosa sono gli ammortamenti e come ripartirli, a capire la differenza tra gli oneri di gestione e gli accantonamenti per rischi e oneri (ci dispiace, ma non siamo ragionieri!). Il materiale informativo si e' spesso rivelato impreciso, lacunoso e siamo riusciti anche a trovare un errore alla pagina 22 del fascicolo dell'"Esercitazione Pratica".

Quindi tutti, con meno di 15 gg. di tempo (a partire dall'illuminante seminario di giorno 30 settembre) alla data di invio, siamo stati lasciati soli a compilare una scheda che e' molto simile ad un piano d'impresa vero e proprio, e la cui compilazione ha richiesto fatica e uso di pura intuizione. Il 10/10/2002 la domanda con molta fatica, poiche' il server era impazzito a causa dei contatti (ma non era prevedibile?), viene spedita via e mail, l'indomani via posta. Durante il seminario era stato comunicato che avremmo avuto risposta, tramite raccomandata, entro 3 settimane dalla data d'invio, o buona o cattiva.

Il 12/11/2003, non avendo ricevuto niente, telefono alla sede locale di Sviluppo Italia. Mi si dice che le domande dono state cosi' tante, che ancora non hanno terminato di esaminarle; il Ministero ha comunque comunicato la data del 24 c.m. come termine ultimo. Quindi debbo ritelefonare il lunedi' successivo alla data. Io ritelefono il martedi', cioe' il 25, la signorina, dopo avere controllato al pc, mi dice che ancora non c'e' niente e l'amministratore delegato ancora non ha firmato le domande. Al che faccio presente che abbiamo dei capitali gia' impegnati (la settimana prossima paghiamo il terzo canone di locazione a vuoto) e noi, disoccupati, non raccogliamo i soldi sugli alberi (anche perche' non possediamo neanche quelli, al massimo qualche piantina grassa per l'endemica penuria d'acqua della Sicilia). Lei risponde che non sa niente: "Telefoni ogni giorno per avere notizie".

Che fare? Ci siamo fatti quattro conti e abbiamo deciso di mandare al diavolo Sviluppo Italia. Ce la faremo da soli con le nostre quattro lirette, scusate quattro euro. In ogni caso avremmo dovuto comunque anticipare noi tutta la somma chiesta a Sviluppo Italia. Perche' non tutti sanno che Sviluppo Italia comincia a pagare solo le fatture quietanzate, e cioe' gia' pagate; quindi, a meno che non si conoscano dei fornitori cosi' buoni e bravi da emettere fattura prima di essere pagati, bisogna avere soldi in mano. Tre anni fa, a chi non li aveva, proponevano o di farseli prestare da parenti o di accendere un mutuo con la Banca Mercantile, almeno qui in Sicilia. A conti fatti, si finiva per rimetterci i soldi degli interessi del mutuo con la Banca. Che non venivano certamente rimborsati: il futuro imprenditore si trovava cosi' a dovere fare un mutuo per pagarne un altro. Adesso non sappiamo quale soluzione prospettano a chi non ha soldi: forse di portare la propria mamma al banco dei pegni!

Continua a chiamarsi Prestito d'onore, ma non e' ne' un prestito, ne' ha onore. E' piu' un rimborso spese dove e' possibile recuperarne il 40%, in quanto questa quota e' a fondo perduto.

Non ha senso chiedere ad un disoccupato di esibire fatture quietanzate, se il suddetto disoccupato ha chiesto il Prestito d'onore perche' non ha soldi per iniziare un'attivita'. Se li deve chiedere in prestito ai parenti, allora non c'e' bisogno di chiedere il finanziamento perche' i parenti non chiedono interessi (si spera), Sviluppo Italia si', anche se si tratta di un mutuo agevolato.

Alla data odierna non abbiamo ancora ricevuto notizie.
Preferiamo andare avanti da soli.

Loredana e Pippo

Grazie a Loredana e Pippo. Se qualcuno ha avuto esperienze simili ce le racconti.


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A cura di:
La redazione